
L’articolo 790 G del Codice generale delle imposte disciplina un’esenzione specifica relativa ai doni familiari di somme di denaro. Spesso indicato come “don Sarkozy”, questo dispositivo consente di trasferire fino a 31 865 € ogni quindici anni in esenzione da diritti, a condizione di rispettare precise condizioni di età.
La sua meccanica sembra semplice, ma la sua articolazione con altre esenzioni e, dalla legge di bilancio per il 2025, con il nuovo dispositivo 790 A bis del CGI, merita una lettura attenta.
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Cumul 790 G e 790 A bis: cosa cambia concretamente nel 2026
I concorrenti trattano il don Sarkozy in modo isolato. La realtà fiscale del 2026 è più ricca. L’articolo 790 A bis del CGI, ripristinato dalla legge di bilancio per il 2025, crea un’ulteriore esenzione eccezionale per i doni di somme di denaro concessi in piena proprietà a un discendente (o, in mancanza, a un nipote o una nipote).
Questo dispositivo parallelo consente un’esenzione che può raggiungere 100 000 € per donatore e per donatario, con un limite di 300 000 € per donatario considerando tutti i donatori. La condizione: i fondi devono essere destinati, entro sei mesi, all’acquisto di un immobile nuovo o in stato futuro di completamento, oppure a lavori di ristrutturazione energetica sulla residenza principale del donatario.
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Un donatore che soddisfa le condizioni di entrambi i testi può quindi, nello stesso anno, mobilitare l’esenzione classica genitore-figlio di 100 000 €, l’esenzione 790 G di 31 865 € e l’esenzione 790 A bis. Per coloro che desiderano approfondire l’spiegazione dell’articolo 790 G del CGI, il meccanismo di cumulo assume tutto il suo significato quando lo si quantifica: una coppia potrebbe trasferire fino a 263 730 € a un medesimo figlio prima ancora di aggiungere il limite 790 A bis.

Condizioni di età e di legame familiare del dono 790 G
L’esenzione 790 G si basa su due criteri non negoziabili verificati al momento della trasmissione:
- Il donatore deve avere meno di 80 anni al momento del dono. Un donatore che compie 80 anni lo stesso giorno non soddisfa più la condizione.
- Il donatario deve essere maggiorenne, ossia avere almeno 18 anni (o essere stato oggetto di una misura di emancipazione).
- Il legame di parentela è limitato: figli, nipoti, pronipoti e, in mancanza di discendenza, nipoti (o, per rappresentanza, pronipoti).
La condizione di età del donatore è la più frequentemente sottovalutata. Essa obbliga a pianificare la trasmissione: attendere la fine della carriera o la pensione per organizzare un dono può far perdere il beneficio del dispositivo se il donatore si avvicina agli 80 anni.
Dichiarazione fiscale del dono familiare di somme di denaro
Un dono effettuato nell’ambito dell’articolo 790 G non è un “regalo” informale. Anche se esente, deve essere oggetto di una dichiarazione presso l’amministrazione fiscale. Il modulo utilizzato è il Cerfa n° 2735 (“Dichiarazione di doni manuali e di somme di denaro”), da presentare dal donatario presso il servizio competente entro il mese successivo al dono.
L’amministrazione fiscale può riqualificare un dono non dichiarato, collegarlo alla successione del donatore e applicare i diritti di successione corrispondenti.
Forme accettate del dono
Il testo precisa che i doni di somme di denaro possono essere effettuati tramite assegno, bonifico, mandato o consegna di contante. I bonifici bancari offrono il vantaggio di costituire una prova tracciabile, il che semplifica la giustificazione presso l’amministrazione in caso di richiamo fiscale.
Richiamo fiscale e rinnovo dell’esenzione ogni quindici anni
L’esenzione di 31 865 € si rinnova ogni quindici anni. Un genitore che ha effettuato un dono nel 2011 potrebbe quindi nuovamente trasferire 31 865 € nel 2026 allo stesso figlio, in esenzione da diritti.
Il meccanismo di richiamo fiscale funziona nel seguente modo: l’amministrazione tiene conto di tutte le donazioni effettuate da un medesimo donatore a un medesimo donatario su un periodo mobile di quindici anni. Se il limite di 31 865 € è già stato utilizzato parzialmente, solo il saldo resta esente.
Questo richiamo è distinto dal richiamo applicato all’esenzione generale di 100 000 € tra genitore e figlio (articolo 779 del CGI). I due meccanismi coesistono, ciascuno con il proprio contatore di quindici anni. Un dono 790 G non riduce l’esenzione genitore-figlio, e viceversa.
Trappola comune: confondere le due esenzioni
Molti contribuenti pensano che il dono Sarkozy “consumi” una parte dell’esenzione di 100 000 €. Non è così. Le due esenzioni si cumulano pienamente, il che spiega come un genitore possa trasferire 131 865 € a un figlio maggiorenne senza diritti, a condizione di rispettare le condizioni proprie di ciascun dispositivo.

Articolazione con la trasmissione del patrimonio globale
L’articolo 790 G riguarda solo le somme di denaro. Non copre le donazioni di beni immobili, di valori mobiliari o di quote sociali. Per queste trasmissioni, intervengono altri dispositivi (nudo diritto di proprietà, patto Dutreil per le imprese familiari).
Nel 2026, la coesistenza del 790 G, dell’esenzione di diritto comune e del dispositivo temporaneo 790 A bis crea una finestra di ottimizzazione patrimoniale insolita. Un donatario può ricevere somme esenti ai sensi del 790 G, completarle con un dono esente ai sensi del 790 A bis a condizione di destinare i fondi a un acquisto immobiliare nuovo o a lavori di ristrutturazione energetica, e beneficiare parallelamente dell’esenzione classica.
I dati disponibili non consentono ancora di misurare quanti contribuenti sfruttino questo cumulo, il dispositivo 790 A bis essendo recente. Il calendario è il primo leva di ottimizzazione: anticipare le donazioni prima degli 80 anni del donatore, rispettare i cicli di quindici anni e verificare l’idoneità ai dispositivi temporanei prima della loro scadenza.
La fiscalità delle donazioni familiari si basa su soglie precise e condizioni rigorose. L’articolo 790 G rimane uno strumento accessibile, ma la sua efficacia dipende direttamente dal momento scelto e dalla sua combinazione con gli altri meccanismi di esenzione in vigore.