Come i geni dei genitori influenzano la nascita di gemelli: mito o realtà?

I gemelli dizigotici nascono dalla fecondazione di due ovociti distinti durante un unico ciclo. Questo fenomeno, legato a un’ovulazione doppia, ha una componente ereditaria documentata. I gemelli monozigotici, invece, risultano dalla divisione spontanea di un solo embrione, senza una predisposizione familiare identificata fino ad oggi. Comprendere questa distinzione è il punto di partenza per districare ciò che riguarda la genetica e ciò che è frutto del caso.

Ipereovulazione: il meccanismo genetico dietro i gemelli dizigotici

La nascita di gemelli dizigotici dipende da un tratto fisiologico preciso: l’ipereovulazione, ovvero il rilascio di più ovociti durante un unico ciclo mestruale. Questo tratto è trasmesso principalmente dalla linea materna.

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Non si tratta di un gene unico. La tendenza all’ipereovulazione è un tratto poligenico, influenzato da un insieme di varianti genetiche che regolano l’ovulazione. Diversi geni intervengono simultaneamente, ognuno con un effetto modesto, e la loro combinazione aumenta la probabilità di un’ovulazione doppia.

Una donna la cui madre o nonna materna ha avuto gemelli dizigotici presenta quindi una probabilità più alta di vivere una gravidanza gemellare. Per comprendere meglio i geni ereditari dei gemelli presso il padre o la madre, è necessario esaminare separatamente il contributo di ciascun genitore.

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I gemelli monozigotici, al contrario, non seguono questa logica. La loro formazione è considerata un evento biologico spontaneo. Nessuno studio ha identificato una chiara predisposizione familiare per questo tipo di gemellarità.

Scienziato in laboratorio che tiene un modello di DNA, rappresentando la ricerca genetica sui gemelli e l'eredità parentale

Ruolo del padre nella trasmissione genetica dei gemelli

Il padre non provoca direttamente una gravidanza gemellare. Non può innescare l’ipereovulazione nella sua partner. Il suo patrimonio genetico non ha quindi alcun effetto immediato sulla probabilità di avere gemelli nei propri figli.

Al contrario, il padre può trasmettere varianti legate all’ipereovulazione alle sue figlie. Queste figlie, portatrici di tali varianti, avranno a loro volta una probabilità aumentata di rilasciare più ovociti. L’effetto si manifesta quindi solo nella generazione successiva.

Questo ruolo di “relais genetico” spiega un’osservazione frequente negli alberi genealogici: un uomo la cui famiglia conta gemelli dizigotici non vedrà necessariamente nascere gemelli tra i propri figli, ma i suoi nipoti (attraverso le sue figlie) potrebbero essere interessati. La confusione tra effetto diretto e trasmissione indiretta alimenta il mito secondo cui “i gemelli saltano una generazione”.

Gemellarità che salta una generazione: un mito persistente

L’idea che i gemelli appaiano una generazione su due è una delle credenze più diffuse. Essa si basa su un’osservazione parziale, ma la sua interpretazione è errata.

Ecco cosa succede realmente in una famiglia:

  • Un uomo eredita varianti genetiche che favoriscono l’ipereovulazione dalla madre o dal padre.
  • Non può esprimere questo tratto lui stesso, poiché non ovula. Non ha quindi maggiori probabilità di avere gemelli con la sua partner.
  • Trasmette queste varianti alle sue figlie, che possono quindi ovulare due volte durante un unico ciclo e concepire gemelli dizigotici.

Il salto apparente di una generazione non è un meccanismo genetico in sé. È semplicemente la conseguenza del fatto che solo una donna può esprimere il tratto di ipereovulazione. Quando il portatore è un uomo, il tratto rimane silenzioso fino a quando una discendente femminile non lo esprime.

Questa sfumatura cambia la lettura degli antecedenti familiari. La presenza di gemelli presso un nonno paterno non aumenta la probabilità se quel nonno non ha trasmesso le varianti a sua figlia, e poi alle sue nipoti.

Fattori non genetici che modificano la frequenza delle gravidanze gemellari

La genetica rappresenta solo una parte dell’equazione. Due fattori esterni influenzano documentatamente la frequenza delle nascite multiple.

L’età materna gioca un ruolo diretto. Più una donna avanza in età, maggiore è il suo tasso di FSH (ormone follicolo-stimolante), il che favorisce la maturazione simultanea di più follicoli. Questo aumento ormonale naturale spiega perché le gravidanze gemellari dizigotiche siano più frequenti dopo i trent’anni.

I trattamenti di stimolazione ovarica e di procreazione medicalmente assistita costituiscono il secondo fattore. Questi protocolli provocano volontariamente la maturazione di più ovociti, aumentando la probabilità di fecondazione multipla. Il loro uso crescente negli ultimi decenni ha contribuito a un aumento notevole delle nascite di gemelli in diversi paesi.

Una nonna sfoglia un album fotografico di famiglia che mostra gemelli, evocando la trasmissione genetica e l'eredità delle nascite gemellari

Questi due fattori modificano ulteriormente la frequenza delle nascite multiple rispetto all’eredità da sola. Una donna senza precedenti familiari di gemelli, ma che segue un trattamento di fertilità, presenta una probabilità di gravidanza gemellare ben superiore a quella di una donna con precedenti familiari ma senza trattamento.

Gemelli monozigotici: il caso piuttosto che i geni

I gemelli monozigotici rappresentano una piccola parte delle nascite multiple. La loro formazione deriva dalla divisione di un solo embrione fecondato, generalmente nei primi giorni dopo la concezione.

Nessuna variante genetica responsabile di questa divisione è stata identificata. I dati disponibili non mostrano un raggruppamento familiare significativo per i gemelli monozigotici. Questo tipo di gemellarità è quindi considerato un evento casuale, indipendente dall’eredità parentale.

Confondere gemelli monozigotici e dizigotici nelle discussioni sull’eredità è una fonte frequente di malintesi. Quando una famiglia afferma che “i gemelli sono nei nostri geni” senza specificare il tipo di gemellarità, l’affermazione ha fondamento solo se i gemelli in questione sono dizigotici.

La parte genetica nella nascita di gemelli è quindi reale, ma mirata. Riguarda un tratto specifico (l’ipereovulazione), trasmesso in modo poligenico, espresso solo dalle donne e limitato ai gemelli dizigotici. Tutto il resto – gemelli monozigotici, effetto diretto del padre, salto sistematico di una generazione – è più frutto di semplificazione che di biologia.

Come i geni dei genitori influenzano la nascita di gemelli: mito o realtà?